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ROMA (ITALPRESS) – “Fa parte della politica perdere le elezioni.
Non la considero una sconfitta personale. Era una riforma in cui credevo e in cui penso di aver messo tutto l’impegno possibile.
Ero certo che avremmo vinto. Mi inchino al popolo sovrano. Ma non penso a dimettermi. Ho ancora molte cose da fare, anche se alcune riforme si fermeranno”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio. “Ad esempio la limitazione della custodia cautelare potrebbe essere più difficile”, spiega, però sottolinea che “adesso dobbiamo dedicarci all’efficientamento della giustizia. Prendendola con filosofia diciamo che la sconfitta ci fa risparmiare molto tempo che avremmo dovuto dedicare ai decreti attuativi per fare tutto questo”. Poi, spiega: “Penso ci sia stata una difficoltà di comunicazione su un tema complesso. Noi abbiamo provato a spiegare con parole semplici, ma non siamo riusciti a fugare la paura che venisse ‘scassata la Costituzionè”. Non era un pericolo da temere? “Sì – osserva -, però è falso. E’ già stata cambiata più volte. Ma è un tema sul quale si registra sempre una difficoltà ad accogliere il nuovo”. Sul perchè non sia stato accolto neanche un emendamento alla riforma, Nordio dice: “In realtà non ne hanno mai presentato uno accettabile. Hanno sempre detto se volete discutere prima ritirate la proposta di legge. Così l’Anm, che ha subito decretato lo sciopero. E hanno preferito lanciare l’allarme emotivo. Del tutto infondato: eravamo disposti a dialogare”. E ora? “Siamo sempre disposti a discutere. Ma dopo il ‘niet’ ci occupiamo di efficienza”, chiosa il ministro.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-
Scritto da: Giuseppe Noto



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