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Sargassi presenta “Va’ dove t’importa, cuore”: il nuovo album rock d’autore

today13 Febbraio 2026 10 5

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Sargassi presenta “Va’ dove t’importa, cuore”: il nuovo album rock d’autore. Ascolta Ologramma su Radio Musica Italiana

Un disco rock d’autore che intreccia ironia, malinconia e libertà: “Va’ dove t’importa, cuore” è il nuovo album di Sargassi, un viaggio interiore in dieci tappe tra assenza, disincanto e rinascita.

Chitarre elettriche e acustiche si fondono con testi curati e taglienti, capaci di sorridere anche sul bordo dell’abisso. L’amore, la memoria e l’identità diventano materia viva in un lavoro che alterna graffi e carezze, confessioni e giochi di parole.

Un disco sincero e sorprendentemente umano, dove ogni nota suggerisce che la libertà, in fondo, è un atto d’amore.

Autore, compositore e produttore dell’album è Gabriele Martelloni. Il disco è stato registrato, mixato e masterizzato al Bonsai Studio da Andrea Mescolini.


Tracklist e significato dei brani

1. Non esisti neanche

Un viaggio dentro l’assenza, dove il confine tra realtà e immaginazione si dissolve.
Tra chitarre sospese e malinconia lucida, Sargassi trasforma la mancanza in poesia e canta la libertà di perdersi pur di sentirsi vivi.

2. L’ora d’aria

Rock teso e diretto, che parla di prigioni interiori e amori da cui non si evade mai del tutto.
Un’ora concessa al cuore: breve, necessaria, inevitabilmente recidiva.

3. Lo stallo

Duello interiore tra fuga e ritorno, tra orgoglio e bisogno.
Riff tentatori e ironia malinconica raccontano l’immobilità dei sentimenti.

4. Colpa dei Cure

Un inno disilluso all’amore che non arriva.
Giocando con “Friday I’m in Love”, Sargassi costruisce una settimana emotiva sospesa tra nostalgia pop e autoironia.

5. Vedi di star male

Un’anti-ballata sincera e spiazzante.
Il rancore diventa poesia, la vulnerabilità una forma di coraggio.

6. Un giorno qualunque

Rock schietto e nervoso, dove il quotidiano diventa teatro di piccole rivoluzioni interiori.
Un inno alla resistenza personale tra sogni infranti e baci mancati.

7. Maginot

Una trincea sentimentale che protegge ma imprigiona.
La metafora della linea Maginot racconta una distanza che pesa “un chilo al metro”.

8. Ologramma

Dialogo con l’assenza tra elettronica e carne.
Una ballata sospesa sulla memoria e sulla necessità di esistere, anche quando si è solo un riflesso.

9. Arsenali

Esplosione controllata: pensieri che diventano micce.
Un brano catartico che mette a nudo rabbia, rimorso e desiderio.

10. La funicolare

Viaggio sospeso tra ironia e nostalgia.
Orvieto diventa luogo dell’anima, tra salite e rese, con l’ukulele come bussola.


“Va’ dove t’importa, cuore” è un invito a lasciar andare ciò che ferisce e ad abbracciare ciò che resta. Un album che parla a chi ha imparato che per ritrovarsi bisogna prima accettare di perdersi.

Scritto da: Giuseppe Noto

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