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Un disco rock d’autore che intreccia ironia, malinconia e libertà: “Va’ dove t’importa, cuore” è il nuovo album di Sargassi, un viaggio interiore in dieci tappe tra assenza, disincanto e rinascita.
Chitarre elettriche e acustiche si fondono con testi curati e taglienti, capaci di sorridere anche sul bordo dell’abisso. L’amore, la memoria e l’identità diventano materia viva in un lavoro che alterna graffi e carezze, confessioni e giochi di parole.
Un disco sincero e sorprendentemente umano, dove ogni nota suggerisce che la libertà, in fondo, è un atto d’amore.
Autore, compositore e produttore dell’album è Gabriele Martelloni. Il disco è stato registrato, mixato e masterizzato al Bonsai Studio da Andrea Mescolini.
Un viaggio dentro l’assenza, dove il confine tra realtà e immaginazione si dissolve.
Tra chitarre sospese e malinconia lucida, Sargassi trasforma la mancanza in poesia e canta la libertà di perdersi pur di sentirsi vivi.
Rock teso e diretto, che parla di prigioni interiori e amori da cui non si evade mai del tutto.
Un’ora concessa al cuore: breve, necessaria, inevitabilmente recidiva.
Duello interiore tra fuga e ritorno, tra orgoglio e bisogno.
Riff tentatori e ironia malinconica raccontano l’immobilità dei sentimenti.
Un inno disilluso all’amore che non arriva.
Giocando con “Friday I’m in Love”, Sargassi costruisce una settimana emotiva sospesa tra nostalgia pop e autoironia.
Un’anti-ballata sincera e spiazzante.
Il rancore diventa poesia, la vulnerabilità una forma di coraggio.
Rock schietto e nervoso, dove il quotidiano diventa teatro di piccole rivoluzioni interiori.
Un inno alla resistenza personale tra sogni infranti e baci mancati.
Una trincea sentimentale che protegge ma imprigiona.
La metafora della linea Maginot racconta una distanza che pesa “un chilo al metro”.
Dialogo con l’assenza tra elettronica e carne.
Una ballata sospesa sulla memoria e sulla necessità di esistere, anche quando si è solo un riflesso.
Esplosione controllata: pensieri che diventano micce.
Un brano catartico che mette a nudo rabbia, rimorso e desiderio.
Viaggio sospeso tra ironia e nostalgia.
Orvieto diventa luogo dell’anima, tra salite e rese, con l’ukulele come bussola.
“Va’ dove t’importa, cuore” è un invito a lasciar andare ciò che ferisce e ad abbracciare ciò che resta. Un album che parla a chi ha imparato che per ritrovarsi bisogna prima accettare di perdersi.
Scritto da: Giuseppe Noto
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