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ROMA (ITALPRESS) – Una vera e propria “banca” illegale con base logistica a Prato, capace di ripulire e trasferire all’estero tra gli 80 e i 100 milioni di euro all’anno provenienti dal narcotraffico internazionale. È quanto scoperto dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) della Procura di Firenze, che ha coordinato una maxi operazione eseguita dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dalla Squadra Mobile di Prato. Il gip del Tribunale di Firenze ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 41 indagati (17 in carcere, 16 ai domiciliari e 8 obblighi di presentazione alla pg) di nazionalità italiana, cinese e albanese. Contestualmente è scattato un maxi sequestro preventivo per oltre 60 milioni di euro. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa e della transnazionalità, traffico internazionale di stupefacenti e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
L’organizzazione, guidata da un cittadino cinese radicato a Prato e attiva almeno dal 2021, operava con ramificazioni in Spagna, Portogallo, Francia, Germania, Belgio e Olanda. Il gruppo offriva un servizio di pagamento “invisibile” per conto di diverse organizzazioni criminali, tra cui spiccano cartelli albanesi e storici clan mafiosi italiani, come la ‘ndrina Fiarè-Razionale-Gasparro di Vibo Valentia, il clan Briganti della Sacra Corona Unita e il clan campano Aquino-Annunziata. I trafficanti potevano così pagare le partite di droga in Spagna e Olanda senza alcuna tracciabilità e senza muovere fisicamente il denaro dall’Italia. Il sistema si basava sul meccanismo fiduciario dell’ “hawala” (noto in Cina come “chop-shop” o “fei-ch’ien”, moneta volante): i corrieri ritiravano il contante a domicilio dalle mafie italiane, lo trasportavano a Prato in auto con doppi fondi e lo consegnavano a imprenditori tessili cinesi locali a titolo di pagamento a nero per merce spedita in Spagna. Nelle città spagnole, la cellula locale dell’organizzazione prelevava il contante corrispondente dai negozi cinesi e lo consegnava direttamente ai narcotrafficanti.
Le indagini hanno inoltre svelato un secondo filone illecito gestito dai membri cinesi del gruppo, che organizzavano l’ingresso illegale in Italia di propri connazionali. I migranti venivano fatti volare in Serbia (dove non serve il visto), per poi essere trasportati in auto e a piedi attraverso Ungheria e Slovenia fino a Prato, Torino e Verona, dietro il pagamento di 9.500 euro a persona e in condizioni spesso pericolose.
– Foto: Da video Polizia di Stato –
(ITALPRESS).
Scritto da: Giuseppe Noto



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